cose

Una bella storia, con tante parole.

L’altra sera un mio amico mi dice che è contento di questo blog. Che poi è lui, questo mio amico, che mi ha persuaso a fare il blog. Però mi dice anche che devo scrivere di più. Non ho capito. Più parole? Più di frequente? Io la prendo come un più in generale.

Allora siccome ci tengo a non deluderlo, sta mattina mi sveglio e comincio a pensare a che storia potrei raccontare. Una bella storia, con tante parole. Mi alzo e continuo a pensarci. Sotto la doccia uguale. Poi sono per strada, che ho una bella passeggiata di una ventina di minuti a piedi per andare al lavoro, e ancora che ci penso a questa storia con tante parole. È bello avere la fortuna di poter andare al lavoro a piedi. Mi ci faccio delle gran pensate camminando. E mi succede spesso che da fermo, non riesco a pensare. Penso a tutto. A cosa potrei prendere per cena. A cosa dovrei assolutamente fare in giornata. A cosa avrei dovuto assolutamente fare il giorno prima e non ho fatto, e via così.

E pensavo di poter pensare anche a questa storia. Ma niente.

Da sta mattina quando mi sono svegliato l’unica cosa che riuscivo a pensare era: “Ma dove xe che cato la Katia? Ti la cati là. Dove xe che cato la Katia? Ti la cati là. Dove xe che cato la Katia? Ti la Katia ti la cati là.

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