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Tradizioni.

Vi voglio raccontare di una tradizione. Una di quelle che si perdono nei meandri dei ricordi, tra mito e realtà, ma resta ben salda nella memoria dei nostri veci, e attraverso loro arriva a noi, giusto un poco sbiadita. Giusto un poco impalpabile, che non sai dire se mai sia stata reale. Memoria un poco appannata di tempi che furono, con i nonni che portano i nipotini in osteria. “…E un’arancetta per el bocia”. Solo una scusa per bere un’altra ombra distante dalle nonne e dalle faccende domestiche. Memoria di quando il mondo aveva i colori irreali delle polaroid, e basta. Che mi sto perdendo via e non è una storia di ricordi e malinconia. Anche se si parla di tradizioni.

Però prima di andare al sodo devo fare un altro preambolo. Perché bisogna sapere che per risparmiare due lire, al lavoro mi porto il pranzo da casa. Faccio parte dell’esercito del tapperuer (scopro solo ora che non so come si scrive), fedele adepto del microonde due minuti a potenza tre. Risparmio e mangio sano. Se non altro a pranzo, visto che ultimamente la colazione è a base di tramezzini.

Bisogna pure sapere che mia madre è capace di esprimere l’affetto che prova per me, solo attraverso il cibo. Montagne di prelibatissimo cibo.

Ogni giorno mi telefona, sempre alle otto di mattina, per chiedermi se sono ancora a letto. No, non sono ancora a letto. Mi chiede come sto, se la sera andrò a cena da lei. Mi racconta in due parole della gatta che è una bastarda che me fa i dispetti. Che poi, i dispetti, sono sempre la stessa cosa: si attacca alla tenda e la tira giù. E poi, non sempre, si arriva al momento della telefonata che io preferisco: “Se ti vol te lasso in entrada el tapperuer”.

È ovvio che è una domanda a trabocchetto. Non puoi rispondere no, perché il tapperuer è già pronto dalla sera prima. E comunque, se rispondi no, arriverà una telefonata a pranzo, e dall’altra parte ci sarà sempre lei che ti inviterà a cena “che se no va buttà via“.

Quindi accetto. Mi lavo, mi vesto, esco di casa e passo a casa di mia madre per prendermi il tapperuer. Ormai è routine. Al punto che non mi dice nemmeno cosà ci troverò dentro al tapperuer. E non sbircio nemmeno più, per cercare di capire quale leccornia mi aspetta per pranzo.

Anche perché, alla fine, mia madre è donna di casa e di tradizioni.

E giovedì trippa.

Oggi era giovedì. Adoro le tradizioni.

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