cose

About how lazy we are.

Attenzione perché questo post c’ha dentro l’inglese. E la pigrizia.

Un mio amico sulla chat di gmail mi manda questo passo preso da un manuale di una roba che sta studiando lui, al lavoro suo, ed evidentemente non sta neppure studiando così tanto che gli avanza tempo di scrivere sulla chat di gmail. Comunque appena l’ho ricevuto l’ho letto, e in effetto ho riso. Va beh dai, ho sorriso.

Allora ve lo rigiro, così magari sorridiamo tutti.

“Since the runtime system is already launching a kernel where each block will have one of these indices, nearly all of this work has already been done for us. Because we’re something of a lazy lot, this is a good thing. It affords us more time to blog, probably about how lazy we are.”

Avrete capito che si parla di programmare, linguaggi di programmazione e quella roba li. Magari non ci avete capito niente, quindi dovreste considerare che se non ci avete capito niente, si parla proprio di robe da ingegneri e informatici o comunque scaccia-figa. Magari più semplicemente dovreste considerare dei corsi base di inglese, perché dai, va beh.

Comunque non ho solo sorriso, mi ha fatto pure pensare. Un poco, non troppo. Il giusto.

Perché se ci penso, è vero. Sono un po’ pigro.

Uno invece che non è pigro per niente è un altro mio amico, che scrive un botto sul suo blog. Scrive così tanto che sono così pigro che non leggo nemmeno tutti i suoi post. Di sicuro non tutto d’un fiato. Rateizzo.

Vi invito a leggere il suo blog, che parla di musica e ci parla bene. Si vede che c’è passione e non pigrizia. È comunque un poco scaccia-figa.

cliccate qua: noteinlettere.wordpress.com

Va beh. Fatta anche sta marchetta.

Comunque poi quell’altro che continuava a sudare a dai e dai di studia, mi ha mandato anche il resto:

“The last remaining question to be answered is, why do we check whether tid is less than N? It should always be less than N, since we’ve specifically launched our kernel such that this assumption holds. But our desire to be lazy also makes us paranoid about someone breaking an assumption we’ve made in our code. Breaking code assumptions means broken code. This means bug reports, late Sanders_book.indb PMPArAllel ProGrAmmInG In cudA c46 nights tracking down bad behavior, and generally lots of activities that stand between us and our blog.”

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sconforto

Ho lo sconforto. #3

Quando all’una, in pausa pranzo, ti dicono:
Se puoi anche mandarmi in fretta quella roba lì, che siamo di corsa e ci serve per oggi.
Tu mandi anche la mail, dopo che hai lavorato di corsa.
E la mandi alle quattro.
E loro non ti rispondono.

E lo sai che a meno cinque alle sei ti diranno che: “Non ci siamo.

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cose

Una bella storia, con tante parole.

L’altra sera un mio amico mi dice che è contento di questo blog. Che poi è lui, questo mio amico, che mi ha persuaso a fare il blog. Però mi dice anche che devo scrivere di più. Non ho capito. Più parole? Più di frequente? Io la prendo come un più in generale.

Allora siccome ci tengo a non deluderlo, sta mattina mi sveglio e comincio a pensare a che storia potrei raccontare. Una bella storia, con tante parole. Mi alzo e continuo a pensarci. Sotto la doccia uguale. Poi sono per strada, che ho una bella passeggiata di una ventina di minuti a piedi per andare al lavoro, e ancora che ci penso a questa storia con tante parole. È bello avere la fortuna di poter andare al lavoro a piedi. Mi ci faccio delle gran pensate camminando. E mi succede spesso che da fermo, non riesco a pensare. Penso a tutto. A cosa potrei prendere per cena. A cosa dovrei assolutamente fare in giornata. A cosa avrei dovuto assolutamente fare il giorno prima e non ho fatto, e via così.

E pensavo di poter pensare anche a questa storia. Ma niente.

Da sta mattina quando mi sono svegliato l’unica cosa che riuscivo a pensare era: “Ma dove xe che cato la Katia? Ti la cati là. Dove xe che cato la Katia? Ti la cati là. Dove xe che cato la Katia? Ti la Katia ti la cati là.

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vita vera

Che poi si incazza.

Oggi una stava chiedendo ad un altro consiglio su cosa dire ad un cliente. Ché questo cliente aveva chiesto una cosa un po’ senza senso, e gli si doveva dire che la cosa che aveva chiesto lui non volevamo proprio farla.

Ma non perché in agenzia siamo cattivi. Proprio perché questo ci chiedeva di fare una cosa proprio inutile inutile inutile. Poi comunque delle volte in agenzia siamo pure cattivi, ma non era proprio questo il caso. È che comunque, non è mai facile dire ad un cliente che l’idea che ha avuto, che lui magari si sente figo che ce l’ha avuta, che te lo vedi che va al lavoro in motorino e tutto sorridente si fa i denti neri di moscerini perché lui ha avuto l’idea geniale. E non vede l’ora di prendere il telefono e raccontartela, e tu a dirgli no, non ha senso. Come fai? È come portar via le caramelle ai bambini, poi fanno la faccia brutta. Solo che poi coi bambini non ci devi lavorare. A meno che tu non sia una maestra, ma noi siamo una agenzia. Non è il caso. E poi, a differenza dei bambini, in genere i clienti ti pagano.

Comunque una e l’altro discutono un poco, e mi intrometto pure io, serva quale sono. E ci spieghiamo e ci chiariamo, e arriviamo alla ovvia conclusione che no. Non ha senso fare questa cosa che questo cliente ci ha chiesto.

E come glielo spiego?”

Allora l’altro, cui una aveva chiesto consiglio le dice: “Non diciamogli che non ha senso, che poi si incazza. Diciamogli piuttosto che bla bla bla, e quindi non avrebbe senso fare quella cosa che ci ha chiesto.

Il condizionale è fortissimo.

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foto

Ciche.

Non sono mai stato bravo a rollare. La Simona T. mi ha detto che devo fare le foto per vedere i miglioramenti.
L’idea di farle fuori fuoco è mia.

 

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Ctrl + Alt + Canc

Qualche tempo fa è andato in pensione David Bradley, l’inventore della famosa combinazioni di tasti.
No, non ho una memoria così buona. Non mi ricordavo nemmeno fosse mai successo, ma google è un buon amico.

Oggi leggo che Bill Gates ha raccontato una storia, e che è colpa della IBM, che lui voleva un tasto solo, ma figurarsi. Non ne han voluto sapere e “Quindi abbiamo deciso di utilizzare la combinazione di tasti. Direi che è stato uno dei nostri più grandi errori“.

La Vale giustamente diceva che va anche bene tre tasti, il più grande errore è stato costringerci ad usarli così spesso.
Sono d’accordo con la Vale, e per questo uso mac.

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