amarcord, vita vera

L’altro giorno è successa una cosa che me ne ha ricordata un’altra.

Hai presente quando sei spettatore delle cose del mondo, e lo sei anche abbastanza passivamente?

Ecco, l’altro giorno vegetavo in questo stato di non esistenza, indifferente allo scorrere del tempo, quando ad un certo punto questo mio collega, che stava scrivendo una mail tutto impegnato, esplode una salva di bestemmie ed ingiurie nei confronti dei santi e la madonna. Tira calci alle sedie, sbatte i pugni sulla scrivania.
Un vero demonio.

Il tutto, scopro riprendendo pian piano possesso delle mie facoltà fisiche e mentali, dovuto al fatto che, finita di scrivere la mail, questa si è rifiutata non solo di spedirsi al destinatario predestinato, ma pure di salvarsi tra le bozze. Sparita, cancellata. Perduta.
E questo poveretto ci aveva messo pure trenta minuti di orologio per scriverla, mica due righe.

Nel buio ancora fitto della mia mente, si è accesa una lampadina.
È successo anche a me, qualche anno fa. È stato bruttissimo.
Avevo scritto una mail ai miei amici, ed era bellissima. Ma come questo mio collega ha perso la sua, io ho perso quel giorno la mia.

E il ricordo, sono sincero, mi ha fatto male. Dai, non ho pianto.
Un prurito di malinconia, mettiamola così.

Così mi sono ricordato che avevo scritto una seconda mail, giorni e giorni dopo. Una specie di mail sostitutiva. E siccome alla fine non avevo niente di interessante da scrivere, ho pensato che me la potevo riciclare sul blog.

Chissà se quel mio collega un giorno si ricorderà di questo episodio che gli è successo.

Ecco la mail.

Oggetto: Avevo scritto una mail il 31…

…però era il 31 di dicembre, e mi ero passato da non so bene a che ora, però era circa 20 minuti dopo che ero passato a casa di giacomo a portare non so cosa, a 20 minuti circa prima di arrivare da giacomo per festeggiare l’ultimo dell’anno. E considerate che scrivo anche abbastanza spedito. Problema è che, a differenza mia la mail non è stata spedita e oltretutto l’ho pure persa. Però suonava tipo così.

L’oggetto era: “la vera ultima mail del 2011″, il contenuto era una raccolta di stronzate in cui raccontavo il mio 2011. Non mancavano le frecciatine alle mailpanettone di lorenzo, e disquisizioni sulle doti della ornea. Mi piacerebbe tanto riscrivervela, ma per prima cosa non me la ricordo mica tutta tutta: minchia, era un anno! Seconda cosa non riscrivo mai quello che scrivo, perché in genere non me lo ricordo, specie se è una mailpanettone che parlano di un anno. Minchia, un anno! Infine non mi piace ripetermi, quindi anno nuovo, mail nuova. Comunque mi dispiace per voi, perché solo scrivendola avevo riso tanto.

Devo anche confessarvi un’altra cosa: il primo di gennaio, fiero come pochi, ho preso il mio portatile e ho scritto una mail. L’oggetto era “la prima mail del 2012″. Il contenuto era una raccolta di episodi tratti dal 2011 e di buoni propositi per il 2012. Poi però rileggendola mi pareva troppo uguale a quella che avevo perso il giorno prima, e con rabbia l’ho cestinata. Il proposito era di scrivere qualcosa quando avrei avuto qualcosa da dire, però poi ho pensato che avanti così non avrei mai più scritto in vita mia, e mi sono detto: “fai come lorenzo, scrivi e basta.” E così eccomi qua. Non ho nulla da raccontare di mirabolante, però ieri ho fatto un po’ tardi, ero un po’ rosto, e così ho deciso che stavo in malattia. Se ci si convince bene, e si convince bene datore di lavoro e medico alla fine, i sintomi di rosta e influenza sono gli stessi. Magari l’alito non sa di rum, ecco.

Ad ogni buon conto mi sveglio sta mattina alle sette e mezza, che avevo preso sonno tipo due ore e mezzo prima, e mi dico: “no, sto a casa”. dormo fino alle otto e mi sveglia la seconda sveglia. Cazzo da ubriaco avevo previsto tutto ciò! Va beh, chiamo il medico, mi da tipo 4 giorni, chiamo al lavoro, mi bevo un gatotorade e PAM! Sveglissimo. Ma tipo sveglio che adesso mi sento in colpa di essere a casa. Comunque alle nove e dieci esco, vado fino a santi apostoli a prendere le cicche. Che bello, c’è il sole. Si sta bene, l’aria sa già di primavera e mi spiace solo non ci sia il lago per organizzare un bbq sabato. C’erano anche dei colori bellissimi, così vado fino da rosa salva a santi giovanni e paolo e mi prendo un caffé seduto fuori. Sarei andato fino all’arsenale a gustarmi la mia giornata di malattia, poi mi è venuto in mente che voi state pagando i contributi perché io stia a casa, e non a sboro. E quindi ho fatto la spesa e sono rincasato. In borsa c’era: merluzzo surgelato, contorno mediterraneo surgelato, acciughe, spugnette per il bagno, coca cola. Dovevo prendere solo gli stecchi per le recchie e me li sono dimenticati. Assieme a tutte le altre cose da prendere che mi ostino a farmi le note sull’iphone e non prendo mai. Tipo il sale grosso.

Ieri comunque, sono andato al compleanno di carletto. C’era tanta bella gente, che poi è andata marsa ed era ancora più divertente. Ho beccato il moroso della laura che, oltre a passare le ore a a dirmi “ricordami come ti chiami” si era pure perso la laura, e con abile mossa fingendo di accompagnarmi da lei mi ha costretto a cercarla per lui. Siccome continuava a ridere come un ebete, ho visto il giambo che era a 2 centimetri dal limone e ballava al torino, e sono andato a salutarlo. La tipa se n’è andata e lui mi ha ringraziato. Tipa che ha provato a limonarmi per ringraziarmi della sigaretta offertale, ma siccome non erano neanche mie, non mi pareva giusto. Comunque è successo molto dopo, non si ricordava che ero il tipo che le aveva rubato il giambo. Amen. Però mi ha fatto molto piacere vedere il giambo, anche se gli ho fatto dei discorsi sconclusionati. Poi era carnevale e ho visto il mondo. Saluti per tutti e mini conversazioni. Tutto regolare. L’amica della laura era veramente ubriachissima.

Domenica invece tutto tranquillo, a parte il fatto che l’ultimo gin lemmon mi ha un po’ stonato. Sarà per quello che oggi ho l’influenza. Poi pioveva, tristezza… Sabato è stata una serata diversa: trovo la maja che ha rotto il cazzo per vederci sabato, ma la maja era in modalità “carnevale con giovanni”. Quindi aveva mille scazzi e si incazzava con tutti e poi aveva la sua amica devastata al seguito che doveva andarsene a casa tipo dodici volte invece ho detto io loro ciao a na certa. Quindi vado verso san basilio che li c’erano dei colleghi con amici, convinto di entrare agile e tranquillo come un’anguea. Fail. C’era gente dovunque. Li guardavo sfottendoli pensando “adesso sto qui e mi fumo mezzo pacchetto guardandovi pressati come delle merde pressate. Poi hanno aperto i cancelli dietro e ho fatto supergiovane cercando di correre dentro sgomitando la gente che stava uscendo. Mi son beccato il tipo della sicurezza sulla faccia. Tasi che no gero imbriago. Mi sono defilato e ho lasciato che menssero dei rosti alle mie spalle. Allora ho pensato che visto che non ero ubriaco, potevo bermi una birra con simon, che avevo visto essere nei paraggi. Ma ho beccato la samantha e enrico, e ci siamo bevuti una birra. Venerdì ho fatto amicizia con un messicano, due americani e poi giacomo mi ha tirato un pugno forte sulla schiena. Perché giacomo? :(

Tornando al gatorade che vi dicevo prima, me li ha portati mia mamma qualche giorno fa. Non so bene perché, però domenica mattina ho avuto l’illuminazione. Beviamoli!

Già saprete, se siete degli alcolizzati di merda, che bere tanta acqua la sera che si è andati marsi come le paline, fa in modo che il giorno dopo non si abbia mal di testa. Vero fino ad un certo punto. Io ho rischiato l’annegamento, perché ho sperimentato che la quantità di acqua da ingerire è proporzionata alla quantità di alcol in corpo. E alla voglia di stare a guardare una caraffa le ore prima di finirla. Insomma, il gatorade ti svegli la mattina che hai la voce di un trans, mal di testa che ciao, ossi pestai e disidratazione, te lo bevi e stai molto meglio. giuro. Poi ti fa acidità di stomaco, ma tanto già lo sai da alcolizzato di merda che di li a poco farai la cacca strana. Quindi i problemi di stomaco non dovrebbero preoccuparti.

Giorni fa invece, come alcuni di voi già sapranno, in faber mi hanno fatto il contratto a tempo indeterminato, ma adesso mi fanno male i gomiti e vi riscrivo appena non ho nulla da raccontare.

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