vita vera

Che poi si incazza.

Oggi una stava chiedendo ad un altro consiglio su cosa dire ad un cliente. Ché questo cliente aveva chiesto una cosa un po’ senza senso, e gli si doveva dire che la cosa che aveva chiesto lui non volevamo proprio farla.

Ma non perché in agenzia siamo cattivi. Proprio perché questo ci chiedeva di fare una cosa proprio inutile inutile inutile. Poi comunque delle volte in agenzia siamo pure cattivi, ma non era proprio questo il caso. È che comunque, non è mai facile dire ad un cliente che l’idea che ha avuto, che lui magari si sente figo che ce l’ha avuta, che te lo vedi che va al lavoro in motorino e tutto sorridente si fa i denti neri di moscerini perché lui ha avuto l’idea geniale. E non vede l’ora di prendere il telefono e raccontartela, e tu a dirgli no, non ha senso. Come fai? È come portar via le caramelle ai bambini, poi fanno la faccia brutta. Solo che poi coi bambini non ci devi lavorare. A meno che tu non sia una maestra, ma noi siamo una agenzia. Non è il caso. E poi, a differenza dei bambini, in genere i clienti ti pagano.

Comunque una e l’altro discutono un poco, e mi intrometto pure io, serva quale sono. E ci spieghiamo e ci chiariamo, e arriviamo alla ovvia conclusione che no. Non ha senso fare questa cosa che questo cliente ci ha chiesto.

E come glielo spiego?”

Allora l’altro, cui una aveva chiesto consiglio le dice: “Non diciamogli che non ha senso, che poi si incazza. Diciamogli piuttosto che bla bla bla, e quindi non avrebbe senso fare quella cosa che ci ha chiesto.

Il condizionale è fortissimo.

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